martedì 26 luglio 2016

Ribelli e rivoluzionari - ROSA PARKS


Don Cravens, Rosa Parks, 1956.

Cominciamo oggi un nuovo percorso che ci porterà attraverso le storie di uomini e donne, personaggi storici o mitologici, che hanno incarnato la figura del ribelle o del rivoluzionario.
Cercare di dare delle definizioni di questi due tipi ideali e di illustrarne le differenze non è semplice, per cui è meglio restare alla superficie della questione.
Il ribelle è il dissidente, il libero pensatore, l'individuo che si oppone a un pensiero o a un ordine costituito. E' l'anticonformista che rifiuta qualsiasi ortodossia. In un certo senso il ribelle incarna un "modo di essere", un modo di porsi di fronte agli altri e ai modi di organizzazione di cui questi si dotano.

Il rivoluzionario, rispetto al ribelle, è dotato di una coscienza ideologica molto più forte ed è portatore di un progetto di trasformazione della società. Per questo si oppone all'ingenuità e all'istintività della semplice rivolta. Il rivoluzionario rifiuta il riformismo, contrapponendo all'ideologia dominante una visione del mondo diversa.
Il rivoluzionario non va confuso né con il ribelle, né con il rivoltoso. La rivolta è legata ad una situazione particolare, contingente, risolta la quale la rivolta cessa. La ribellione invece non è legata solamente alle circostanze, ma è di ordine esistenziale. Il ribelle è ribelle perché ogni altro modo di esistere gli é impossibile e continua a rimanere un ribelle anche quando è messo a tacere o chiuso in prigione. Ma se il ribelle agisce sostanzialmente come individuo che trae solo da se stesso le motivazioni e la spinta alla ribellione e se quest'ultima è l'iniziativa di un singolo, o di più singoli, la rivoluzione invece non avviene perché il rivoluzionario la vuole, ma solo quando la situazione storica è tale da esigere e produrre il proprio rovesciamento. Anche per una rivoluzione è importante, anzi indispensabile, l'azione dei singoli, ma non sono essi il punto di origine e il vero motore del cambiamento.
Spaziando come al solito dall'arte alla fotografia al cinema, sperando di poter coinvolgere anche la musica, prenderemo in esame alcune figure di ribelli e rivoluzionari, protagonisti del mito e della storia.
Cominciamo da una donna, il cui atto di ribellione innescò un movimento di protesta rivoluzionario nell'America degli anni Cinquanta. Rosa Parks, che fa la sarta in un grande magazzino di Montgomery, in Alabama, il primo dicembre del 1955 sta tornando a casa in autobus. Nella vettura occupa un posto nel settore dei posti comuni, dietro alle file dei posti destinati ai bianchi (all’epoca all'interno degli autobus di Montgomery vi erano 3 settori: davanti il settore solo per i bianchi, in mezzo il settore dei posti comuni, utilizzabili da entrambi ma con precedenza per i bianchi, e in fondo il settore riservato solo agli afroamericani). Dopo tre fermate, l'autista le chiede di alzarsi e spostarsi in fondo all'automezzo per cedere il posto ad un passeggero bianco salito dopo di lei. La donna pacatamente si rifiuta, rimanendo ferma nel suo proposito anche all’arrivo dei poliziotti, chiamati dal conducente. Rosa Parks viene arrestata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine che obbligano i neri a cedere il proprio posto ai bianchi nel settore comune, quando in quello a loro riservato non ve ne sono più di disponibili. Subito scoppiano le prime reazioni, mentre nella notte una cinquantina di leader della comunità afroamericana, guidati dal pastore battista e leader del Movimento per i diritti civili Martin Luther King, si riuniscono per decidere la linea di azione. E così il giorno successivo incomincia il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, protesta che dura per 382 giorni. King viene arrestato insieme ad altri 90 afroamericani con l’accusa di intralcio a un servizio pubblico, ma ricorre in appello e vince. Nel frattempo dozzine di autobus rimangono fermi per mesi finché non viene rimossa la legge che legalizza la segregazione. Questi eventi danno inizio a numerose altre proteste in molte parti del paese. Nel 1956 il caso Parks arriva alla Corte Suprema degli Stati Uniti d'America, che decreta, all'unanimità, incostituzionale la segregazione sugli autobus pubblici dell'Alabama. Da quel momento, Rosa Parks diventa un'icona del movimento per i diritti civili. Da allora è conosciuta come "The Mother of the Civil Rights Movement”.
Questa foto è di Don Cravens, fotografo della rivista Life ed è stata scattata alla fine del 1956, dopo la conclusione della protesta, su un autobus che non ha più la vergognosa suddivisione dei posti a sedere.

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