Entrambi sono stati definiti pittori naïf (letteralmente: ingenuo). Di sicuro pittori autodidatti, estranei a scuole e tendenze. In un secolo caratterizzato dalla ricerca della spontaneità, dell’istintività e del superamento delle regole della rappresentazione ereditate dal passato, i pittori naïf ottengono questi risultati partendo dal solo impulso creativo individuale. E per questo molti riconoscono alla loro opera una grande forza di rottura.
Le opere di Henri Rousseau, detto il Doganiere (il primo artista naïf riconosciuto come tale) e dell’italiano Antonio Ligabue si richiamano ai sogni e alle favole; le loro giungle tropicali hanno atmosfere magiche e colori brillanti; la violenza e la ferocia che le animano hanno una purezza onirica e primitiva, non filtrata da alcuna sovrastruttura stilistica o ideologica. Nei dipinti di entrambi traspare un atteggiamento di comunione con la natura, che è madre primigenia e insieme matrigna feroce, depositaria del mistero tragico e grandioso della vita.
La natura selvaggia e misteriosa di Henri Rousseau, detto il Doganiere
Armonia e mistero, seduzione e inquietudine, luce e ombra: accostarsi a L’incantatrice di serpenti di Henri Rousseau, detto il Doganiere, è un’esperienza dei sensi che, come gli animali della foresta, si lasciano incantare dall’atmosfera magica e dalla sinfonia ammaliatrice dei colori e delle forme presenti sulla tela.
Henri Rousseau, detto il Doganiere, L’Incantatrice di serpenti, 1907, Parigi, Musée D’Orsay.
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lunedì 24 settembre 2018
sabato 9 gennaio 2016
Animali in Pittura - Henri Rousseau
Armonia e mistero, seduzione e inquietudine, luce e ombra: accostarsi a quest’opera straordinaria è un’esperienza dei sensi che, come gli animali della foresta, si lasciano incantare dall'atmosfera magica e dalla sinfonia ammaliatrice dei colori e delle forme presenti sulla tela. Ogni elemento è nuovo.
Il soggetto in primo luogo: una Eva nera, che ci guarda e che ci investe con il bagliore dei suoi occhi, posta in un giardino lussureggiante e ombroso nello stesso tempo, al cospetto di un serpente spaventoso come quello della Genesi, avviluppato ai rami di un albero. Ma questa volta non è la donna che si lascia sedurre dall’antico adulatore, ma è quest’ultimo
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| Henri Rousseau, detto il Doganiere, L'Incantatrice di serpenti, 1907, Parigi, Musée D'Orsay. |
Il soggetto in primo luogo: una Eva nera, che ci guarda e che ci investe con il bagliore dei suoi occhi, posta in un giardino lussureggiante e ombroso nello stesso tempo, al cospetto di un serpente spaventoso come quello della Genesi, avviluppato ai rami di un albero. Ma questa volta non è la donna che si lascia sedurre dall’antico adulatore, ma è quest’ultimo
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