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domenica 23 settembre 2018
FINESTRE NELL’ARTE – POST-IMPRESSIONISMO ED ESPRESSIONISMO
Il periodo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento è l’età della crisi. Con il crollo della fiducia positivista nella scienza e nel progresso della storia e l’emergere di inquietudini nuove, si avverte in tutta Europa un senso di disfacimento e di fine di un'epoca. E' questo il periodo del Decadentismo in letteratura.
Il pensiero prende atto della frantumazione del mondo in un universo labirintico ed indecifrabile, provocando un senso di dubbio e di sfiducia nella scienza e nella ragione e mettendo in crisi il modello di razionalità illuminista e positivista. La scoperta dell’inconscio determina la crisi della soggettività, che si scopre impotente e in balia di forze invisibili e difficilmente controllabili.
In campo artistico, già negli anni Ottanta del XIX secolo il movimento impressionista sembra abbia esaurito la sua carica propositiva. Gli autori che per convenzione vengono definiti post-impressionisti non sentono più il bisogno di riflettere la reale consistenza della natura attraverso la luce e il colore, ma cercano di rappresentare una visione di essa in modo sempre più soggettivo. Essi non si pongono più il problema di riprodurre la realtà (funzione assolta molto più efficacemente dalla fotografia), ma quello di comunicare, in primo luogo sentimenti e stati d’animo.
giovedì 5 gennaio 2017
L'uomo e la natura - LA NOTTE STELLATA DI VINCENT VAN GOGH
“Spesso penso che la notte sia più viva e più riccamente colorata del giorno”: in un lettera al fratello Theo, van Gogh annuncia così il dipinto che costituisce uno dei suoi capolavori, Notte Stellata.
Dal maggio 1889, il pittore è internato nell’ospedale psichiatrico di Saint-Paul-de-Mausole, vicino Saint-Rémy-de-Provence, diretto dal dottor Peyron. Il gesto dell’automutilazione del lobo dell’orecchio destro, seguito alla rottura con Gauguin, aveva messo clamorosamente in luce i problemi psicologici e il profondo disagio interiore dell’artista, deciso però a voler guarire, come dimostrano le struggenti lettere indirizzate al fratello. A Saint-Rémy, dove gode di una certa libertà e può continuare a dipingere anche all’aperto, van Gogh realizza tra i più bei capolavori della sua pittura. Questo è per l’artista il periodo di maggiore solitudine e sofferenza interiore, caratterizzato da crisi ricorrenti e terrificanti allucinazioni, ma anche quello più visionario, ricco di grafismi concitati e ossessivamente ripetuti.
I soggetti delle sue opere durante questa fase sono soprattutto i paesaggi circostanti l’istituto, trasfigurati da una intensa carica espressiva. Nascono a Saint-Rémy dipinti come “Notte stellata”, “Ulivi con le Alpilles sullo sfondo”, “Strada con cipresso sotto il cielo stellato”.
Vincent van Gogh, Notte stellata, 1889, Museum of Modern Art, New York - Public Domain via Wikipedia Commons
Dal maggio 1889, il pittore è internato nell’ospedale psichiatrico di Saint-Paul-de-Mausole, vicino Saint-Rémy-de-Provence, diretto dal dottor Peyron. Il gesto dell’automutilazione del lobo dell’orecchio destro, seguito alla rottura con Gauguin, aveva messo clamorosamente in luce i problemi psicologici e il profondo disagio interiore dell’artista, deciso però a voler guarire, come dimostrano le struggenti lettere indirizzate al fratello. A Saint-Rémy, dove gode di una certa libertà e può continuare a dipingere anche all’aperto, van Gogh realizza tra i più bei capolavori della sua pittura. Questo è per l’artista il periodo di maggiore solitudine e sofferenza interiore, caratterizzato da crisi ricorrenti e terrificanti allucinazioni, ma anche quello più visionario, ricco di grafismi concitati e ossessivamente ripetuti.
I soggetti delle sue opere durante questa fase sono soprattutto i paesaggi circostanti l’istituto, trasfigurati da una intensa carica espressiva. Nascono a Saint-Rémy dipinti come “Notte stellata”, “Ulivi con le Alpilles sullo sfondo”, “Strada con cipresso sotto il cielo stellato”.
Vincent van Gogh, Notte stellata, 1889, Museum of Modern Art, New York - Public Domain via Wikipedia Commons
mercoledì 6 gennaio 2016
Animali in Pittura - I corvi di Van Gogh
"Auvers-sur-Oise, luglio 1890.
Mi sono rimesso al lavoro, anche se il pennello quasi mi casca dalla mano; e, sapendo perfettamente ciò che volevo, ho ancora dipinto ... tre grandi tele. Sono immense distese di grano sotto cieli tormentati, e non ho avuto difficoltà per cercare di esprimere la tristezza, l'estrema solitudine".
Così scrive Vincent Van Gogh al fratello Theo pochi giorni prima di togliersi la vita. E il biglietto che gli fu trovato in tasca il 29 luglio 1890 recava impresse queste parole: "Per il mio lavoro, io rischio la vita, e la mia ragione vi è quasi naufragata …".
Non c'è dipinto che mi commuova più di questo campo di grano su cui volteggiano i corvi neri, con il suo rabbioso accostamento del blu freddo e del nero del cielo tempestoso con il giallo caldo e luminoso dei campi, con le pennellate nervose e disperate che si stendono vigorose sulla tela.
Mi sono rimesso al lavoro, anche se il pennello quasi mi casca dalla mano; e, sapendo perfettamente ciò che volevo, ho ancora dipinto ... tre grandi tele. Sono immense distese di grano sotto cieli tormentati, e non ho avuto difficoltà per cercare di esprimere la tristezza, l'estrema solitudine".
Così scrive Vincent Van Gogh al fratello Theo pochi giorni prima di togliersi la vita. E il biglietto che gli fu trovato in tasca il 29 luglio 1890 recava impresse queste parole: "Per il mio lavoro, io rischio la vita, e la mia ragione vi è quasi naufragata …".
| Vincent Van Gogh, Campo di grano con volo di corvi, 8 luglio 1890, Van Gogh Museum, Amsterdam. |
Non c'è dipinto che mi commuova più di questo campo di grano su cui volteggiano i corvi neri, con il suo rabbioso accostamento del blu freddo e del nero del cielo tempestoso con il giallo caldo e luminoso dei campi, con le pennellate nervose e disperate che si stendono vigorose sulla tela.
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