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lunedì 9 marzo 2020

NELLA SFERA DOMESTICA

Domenico Ghirlandaio, Nascita della Vergine, 1485-90, Santa Maria Novella, Firenze.

Vista con gli occhi di un uomo. Alcuni stereotipi di genere nell’arte dal Rinascimento al Novecento

INDICE DELL'INTERO PERCORSO
II - Angelo del focolare
      - Maternità


Nell'ambiente della casa

La donna, per la sua posizione giuridica e sociale, era tenuta lontana dalla vita pubblica e quindi confinata nell'ambito familiare. Una rappresentazione molto comune della donna nell’arte è quella che la ritrae all’interno dell’ambiente domestico. In questi casi, la figura femminile non è raffigurata come soggetto passivo e inattivo, ma le attività che svolge sono comunque quelle che identificano i  ruoli legati al suo genere, riassumibili in quelli di “moglie”, di “madre” e di "padrona di casa".
Nella pittura del Quattrocento e Cinquecento sono soprattutto le rappresentazioni di alcuni episodi della vita della Madonna che ci permettono di osservare, anche se in via indiretta, l’ideale morale della donna associato all’immagine della casa di cui è simbolo. Le sacre rappresentazioni disegnano, marcandoli, i confini entro i quali rappresentare lo spazio delle donne. E questi confini sono quelli delimitati dalle pareti della casa.

domenica 8 marzo 2020

I DONI DI MATRIMONIO

Raffaello, Ritratto di giovane donna (Dama col Liocorno), 1505-1506, olio su tavola, cm 65 x 51, Roma, Galleria Borghese.

Vista con gli occhi di un uomo. Alcuni stereotipi di genere nell’arte dal Rinascimento al Novecento

INDICE DELL'INTERO PERCORSO
II - Angelo del focolare
      - Maternità


CAP. II - ANGELO DEL FOCOLARE

Nel Capitolo precedente, dedicato ad alcuni dispositivi scopici in cui l'occhio maschile regna avido e sovrano, sono state passate in rassegna delle opere che prendono a pretesto storie del mito e della Bibbia per presentare la donna come oggetto dello sguardo e del desiderio, messo in scena all'interno di giochi di seduzione che il personaggio femminile per lo più subisce.
In questo capitolo verranno presi in considerazione altri schemi rappresentativi, il cui tema non è la donna come oggetto erotico ma come figura domestica, sublimata nelle sue qualità morali e spirituali e inquadrata nei ruoli di moglie, madre e padrona di casa. La rappresentazione del femminile oscillerà sempre tra questi due archetipi: la Venere e la Vergine Maria, la dea seduttrice e la sposa onorata, la cortigiana e la madre amorevole. L'ideale dell'eros e quello della virtù.
Un'altra dimostrazione di come l'iconografia della donna sia sempre stata appannaggio dell'uomo, che la esplora e la mette in posa, che ha inventato una femminilità che è l'immagine dei suoi desideri e anche delle sue paure, rinchiudendola in una sfera simbolica molteplice e ambivalente.


I doni di matrimonio

Nel periodo del Rinascimento era consuetudine, in occasione del matrimonio, commissionare dei quadri in cui, oltre al ritratto della promessa sposa, erano rappresentati i simboli della vita coniugale e delle virtù morali richieste alla fanciulla, in primis quelle di castità e fedeltà, principi fondamentali su cui si reggeva la famiglia patriarcale e che, oltre a un valore morale, possedevano soprattutto un valore economico, se si pensa che l’unione nuziale nel Rinascimento era innanzitutto un contratto nel quale venivano menzionate crude cifre e proprietà immobiliari, accompagnato da una serie di atti rituali. Il matrimonio offriva la possibilità di contrarre alleanze vantaggiose con altre famiglie. Alle figlie veniva chiesto di rinunciare a due rivendicazioni: quella sulla proprietà paterna al di là della dote e quella ad una libera scelta sessuale. I genitori sceglievano i mariti per le figlie e ne negoziavano la sistemazione economica per lo più senza che queste intervenissero. Condizione imprescindibile perché venisse celebrato il matrimonio era l’illibatezza della fanciulla, per garantire la discendenza legittima della famiglia del marito.

lunedì 24 settembre 2018

LA SIMBOLOGIA LAICA DEGLI ANIMALI DEL RINASCIMENTO



Già a partire dal periodo tardo-gotico, l’arte era uscita fuori dalle chiese ed era comparsa negli spazi privati dei nobili e della emergente borghesia cittadina. Con il Rinascimento, il tema della centralità dell'uomo e il rinnovato interesse verso il mondo naturale influirono significativamente sull’arte, determinando, tra l’altro, anche il fiorire di generi come il ritratto. A partire dalla seconda metà del Quattrocento, in particolare, rinacque come genere autonomo il ritratto privato, spesso commissionato all’artista in occasioni particolari come il matrimonio.
Il ritratto rinascimentale non era mai una mera riproduzione delle fattezze esteriori della persona raffigurata, ma racchiudeva sempre un elemento simbolico e idealizzato, portatore di un qualche messaggio, riferito al prestigio sociale del soggetto, alle sue qualità morali o alle facoltà che avevano determinato il suo successo. Piccoli oggetti mobili potevano rivelare, grazie alla loro precisa scelta e posizione, qualcosa in più del soggetto, soprattutto riguardo alla sua interiorità. Oltre ai dettagli rivelatori della ricchezza e della grandezza del personaggio ritratto (gioielli, pellicce, broccati, per le donne acconciature elaborate e incarnato chiarissimo), fu tipico raffigurare oggetti e animali simbolici, derivati dalla simbologia della pittura sacra, come ad esempio il cane, associato al valore della fedeltà.

mercoledì 23 dicembre 2015

Animali in Pittura - Il mistero del cane tagliato


Vittore Carpaccio, Due Dame, 1495 circa, Museo Correr, Venezia.

Lo straordinario quadro Due Dame di Vittore Carpaccio (pittore di origini venete vissuto a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento) è una delle opere più enigmatiche della pittura rinascimentale, esposto nel Museo Correr di Venezia. Lo studioso dell'arte Giandomenico Romanelli nel 2003 ne ha anche ricostruito la rocambolesca vicenda nel suo libro Il mistero delle Due Dame. Il famoso critico ottocentesco John Ruskin, attento studioso dell'arte italiana, lo aveva definito addirittura "Il più bel quadro del mondo".
Bello, ma misterioso. Sì, perché questo dipinto contiene degli enigmi, che a partire dalla metà dell’Ottocento hanno dato vita a contrastanti interpretazioni: chi sono le due eleganti dame raffigurate? che cosa fanno? quale segreto si cela dietro il loro sguardo assorto? perché il cane davanti a una di loro è tagliato? perché il vaso sulla balaustra contiene solo la parte inferiore del gambo di un fiore?