venerdì 20 marzo 2020

Contagio



Come posso tenerti lontano
dagli occhi, dalle narici
lontano dai luoghi di accesso
al mio corpo sano?
Non voglio far parte
della trama del contagio.
Contagio, da tangere, toccare.
Contatti da evitare
luoghi contaminati da attraversare.

Se raggiungo la mia casa
sarò al sicuro.
Sigillerò tutte le porte
metterò gli stracci in ogni fessura.
Poi mi stenderò e riderò
di gusto amaro
battendo le mani sul lenzuolo.
Riderò per l'ironia
di un nemico che non si vede.
Tu che anelavi all'invisibile!
Ecco, è giunto sulla soglia di casa.

La chimica brucia le mani
la pelle si è fatta porpora.
La maschera mi imbavaglia il respiro
che urta la parete di tessuto non tessuto
nelle strade non più strade
in questi giorni non più giorni.
La primavera intorno ride anche lei
ma senza ironia.

Sono ancora io?
il mio corpo mi appartiene ancora
o il mio nemico è già di casa?

Oggi hai proprio voglia di delirio.
Eppure ti sei specchiata
nella penombra della sera.
Era già dentro di te.
Non lo sentivi?
Da quando hai aperto gli occhi
da quando hai guardato
i denti di tua madre.
Da allora ti abita la pelle
caldo simulacro.
Da sempre ha cura di te
il tuo nemico.


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