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| Leonardo da Vinci, Annunciazione, 1472-75, Galleria degli Uffizi, Firenze. |
Se la prima metà del Quattrocento si concentra sugli effetti provocati da una sorgente di luce puntiforme (come una candela o il sole), in grado di delineare contorni nitidi e profili secchi, e si sofferma a rappresentare finemente e con competenza le ombre portate, i maestri dei decenni successivi prediligono invece le differenti gradazioni di sfumature generate dalla luce diffusa e indiretta.
All'apice del Rinascimento, le ombre portate passano di moda, anzi, vengono addirittura sconsigliate. Perfino le opere che costituiscono i capisaldi della pittura di quel periodo e di ogni tempo, presentano un mondo privo di ombre portate. Nei capolavori di Piero della Francesca come di Leonardo da Vinci, e di altri grandi maestri rinascimentali, nonostante la ricca varietà di sfumature del colore per rappresentare chiaroscuro, profondità e volume, spesso manca qualsiasi accenno alle proiezioni di ombre congiunte o parallele.







