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| Michelangelo Merisi da Caravaggio, Giuditta e Oloferne, 1597, Gallerie nazionali d'arte antica, Palazzo Barberini, Roma. |
Vista con gli occhi di un uomo. Alcuni stereotipi di genere nell’arte dal Rinascimento al Novecento
INDICE DELL'INTERO PERCORSOIntroduzione
I - Passivo oggetto dello sguardo
II - Angelo del focolare
Appendice - Con le mani in mano
III - Femme fatale
- Donne che uccidono gli uomini
- La femme fatale della Belle Epoque
- Donne al tavolo di un bar
IV - Corpi tra metamorfosi e frammentazioni
Nel nostro immaginario, anche iconografico, il braccio alzato, nell'atto di colpire, non appartiene in genere a una donna. Eppure la nostra produzione pittorica, a partire dal Medioevo, ha frequentato spesso questo tema, riprendendo in particolare due episodi dell’Antico Testamento, quello di Giuditta e Oloferne e quello di Giaele e Sisara.
Il primo è narrato nel Libro di Giuditta, contenuto nella Bibbia cristiana cattolica, ma non accolto nella Bibbia ebraica. Racconta le gesta della giovane e ricca vedova ebrea, Giuditta, la quale, usando il suo fascino e la sua intelligenza, riesce a sconfiggere la minaccia assira, che da tempo assedia la città giudea di Betulia, ormai ridotta allo stremo e sul punto di arrendersi. Giuditta, la cui virtù, umiltà e fede in Dio ispirano il rispetto di tutti, accompagnata dalla fedele schiava Abra, si reca all'accampamento assiro, dopo essersi purificata e splendidamente abbigliata, portando doni e fingendo di aver tradito il suo popolo. Affascinato dalla sua bellezza e dalle sue parole, il generale Oloferne accoglie la donna. Dopo tre giorni, alla fine del banchetto serale, Giuditta rimane sola in compagnia dell’uomo, completamente ubriaco, che sprofonda rapidamente in un sonno profondo. Afferrata la scimitarra del generale e invocato l’aiuto di Dio, la donna ne taglia la testa, la avvolge in un panno, la mette in un cesto e la affida alla sua serva. In questo modo Giuditta salva il suo popolo dal nemico e per questo viene festeggiata con tutti gli onori, vivendo a lungo, libera e assai rispettata dalla sua gente.






