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domenica 23 settembre 2018
Gli animali nell’arte – La svolta della pittura tardogotica. Giotto e Pisanello
Nell’iconografia e nell’iconologia dell’arte medievale, alla rappresentazione dell’animale veniva attribuita una funzione simbolica, oppure allegorica, di tipo religioso o morale. Le immagini zoomorfe, reali o fantastiche senza distinzione, erano simboli del divino oppure allegorie utilizzate per rappresentare l'eterna lotta del bene contro il male, costituendo un codice di linguaggio preciso e di sicuro effetto sul popolo di credenti analfabeti. La visione e l’interpretazione di tali figure, pertanto, erano strettamente condizionate dal necessario rimando ai testi sacri e della tradizione, e ai loro commenti, e non agli animali in carne e ossa che dividevano con l’uomo la vita quotidiana.
Già alla fine del XIII secolo, in molte rappresentazioni dell’arte gotica, emerge una nuova sensibilità nei confronti della natura e quindi anche degli animali, la quale rivela un modo diverso di guardare e di dare forma artistica alla realtà.
domenica 15 luglio 2018
L'immagine transitiva
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| Giotto, Storie di San Francesco. Presepe di Greccio, 1295-99, Basilica Superiore di Assisi. |
In un suo testo, John Shearman indaga i rapporti tra l’opera d’arte e lo spettatore durante il Rinascimento, a partire dal Quattrocento. La tesi dell’autore è quella secondo cui le opere di questo periodo presuppongono e operano un maggiore coinvolgimento dello spettatore rispetto al passato, che anzi l’opera d’arte trova il suo completamento nella partecipazione dello spettatore alla vicenda narrata. Ciò significa che il fuoco intorno al quale, entro il quadro, si concentrano le azioni viene descritto come collegato ad un altro fuoco esterno ad esso. Per questo Shearman definisce “transitiva” la relazione tra opera d’arte e spettatore del Rinascimento. “Transitiva” nel senso che l’opera non esaurisce l’azione in sé, ma la estende a un soggetto esterno. Questa modalità viene adottata in quanto “permette la più completa e vivida presentazione del soggetto allo spettatore” (J. Shearman, Arte e spettatore nel Rinascimento italiano. "Only connect...", Jaca Book, Milano 1995, ed. orig. 1992), e dunque un più forte coinvolgimento psicologico, emotivo e affettivo, di quest’ultimo nella vicenda narrata.
lunedì 12 marzo 2018
Medioevo senza ombre
Il Medioevo non è molto interessato alla rappresentazione dell'ombra in pittura. Come scrive Stoichita ("Breve storia dell'ombra"), è lo statuto ontologico dell'immagine medievale ad essere responsabile di questa omissione. Le immagini medievali, il più delle volte di contenuto sacro e religioso, sono prive di corporeità. Lo stesso Stoichita riporta, come esempio, un passo del Purgatorio della Divina Commedia, quello in cui Dante, mentre passeggia con Virgilio, si accorge che quest'ultimo non proietta ombra. A parte il poeta, in effetti, tutti i personaggi del poema sono anime prive di corpo, prive di carnalità. L'ombra è insomma legata alla vita, alla carne, al corpo terreno e quest'ultimo sarà soprattutto una scoperta del Rinascimento.
Se, ad esempio, si osservano i dipinti di Giotto, notiamo come le ombre portate siano pressoché assenti.
Se, ad esempio, si osservano i dipinti di Giotto, notiamo come le ombre portate siano pressoché assenti.
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| Giotto, Fuga in Egitto, 1303-05, Cappella degli Scrovegni, Padova. |
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martedì 25 ottobre 2016
Personaggi del mito e della storia - ICONOGRAFIA DELLA MADDALENA
Maestro della Maddalena di Capodimonte, Maddalena penitente, XVII sec., Museo Regionale di Messina - Public Domain
La Maddalena è un personaggio da sempre molto presente in pittura e in scultura, una delle immagini sacre più amate dall’arte italiana ed europea, una santa dai molti volti spesso contrastanti, la cui fortuna figurativa testimonia il grande ascendente esercitato fin da epoca remota sull’immaginario collettivo. Le opere che la ritraggono sono moltissime e risalgono al tardo antico, configurandosi in una ricchezza iconografica caratterizzata da contesti rappresentativi molto diversi tra loro. Lo sviluppo figurativo di questo personaggio, infatti, non ebbe un corso regolare e uniforme, ma si articolò lungo un percorso complesso ed eterogeneo.
Maria Maddalena (Maria di Magdala) viene citata nel Vangelo di Luca come una delle donne che seguivano Gesù: “C’erano con Gesù i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni…”.
Tutti gli evangelisti concordano su alcuni aspetti: tutti e quattro la chiamano Maria di Magdala, la presentano come uno dei discepoli che seguivano Gesù fin dalla Galilea, la collocano presente alla sua crocifissione ed alla sepoltura, la identificano con colei che si recò al sepolcro la mattina della Domenica di Pasqua, per ungere il suo corpo, scoprendo la tomba vuota. E sempre secondo i Vangeli, Maddalena è stata la prima a vedere Gesù risorto e ad annunciare la sua risurrezione agli apostoli. Divenne così la prima annunciatrice della resurrezione e per questo in seguito le si attribuì il titolo di “apostola degli apostoli” e di “evangelista” in qualità di prima predicatrice della buona notizia. Davanti al sepolcro vuoto, Gesù le si rivolge chiamandola semplicemente per nome: “Maria!” e a lei affida l’annuncio del grande mistero della Resurrezione. È di grande rilevanza che, in un tempo nel quale la testimonianza delle donne, e quindi la loro parola, non aveva valore giuridico, il Cristo affidi il messaggio fondamentale della cristianità alla Maddalena, facendo di lei la prima testimone, la mediatrice della Parola, del Logos incarnato, rendendola apostola degli apostoli.
La Maddalena è un personaggio da sempre molto presente in pittura e in scultura, una delle immagini sacre più amate dall’arte italiana ed europea, una santa dai molti volti spesso contrastanti, la cui fortuna figurativa testimonia il grande ascendente esercitato fin da epoca remota sull’immaginario collettivo. Le opere che la ritraggono sono moltissime e risalgono al tardo antico, configurandosi in una ricchezza iconografica caratterizzata da contesti rappresentativi molto diversi tra loro. Lo sviluppo figurativo di questo personaggio, infatti, non ebbe un corso regolare e uniforme, ma si articolò lungo un percorso complesso ed eterogeneo.
Maria Maddalena (Maria di Magdala) viene citata nel Vangelo di Luca come una delle donne che seguivano Gesù: “C’erano con Gesù i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni…”.
Tutti gli evangelisti concordano su alcuni aspetti: tutti e quattro la chiamano Maria di Magdala, la presentano come uno dei discepoli che seguivano Gesù fin dalla Galilea, la collocano presente alla sua crocifissione ed alla sepoltura, la identificano con colei che si recò al sepolcro la mattina della Domenica di Pasqua, per ungere il suo corpo, scoprendo la tomba vuota. E sempre secondo i Vangeli, Maddalena è stata la prima a vedere Gesù risorto e ad annunciare la sua risurrezione agli apostoli. Divenne così la prima annunciatrice della resurrezione e per questo in seguito le si attribuì il titolo di “apostola degli apostoli” e di “evangelista” in qualità di prima predicatrice della buona notizia. Davanti al sepolcro vuoto, Gesù le si rivolge chiamandola semplicemente per nome: “Maria!” e a lei affida l’annuncio del grande mistero della Resurrezione. È di grande rilevanza che, in un tempo nel quale la testimonianza delle donne, e quindi la loro parola, non aveva valore giuridico, il Cristo affidi il messaggio fondamentale della cristianità alla Maddalena, facendo di lei la prima testimone, la mediatrice della Parola, del Logos incarnato, rendendola apostola degli apostoli.
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venerdì 18 dicembre 2015
Animali in pittura - Giotto
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| Giotto di Bondone, San Francesco d'Assisi predica agli uccelli (1290 - 1295 ca.), affresco, Basilica Superiore di San Francesco in Assisi. |
La Predica agli uccelli è la quindicesima delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco della Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto. Fu dipinta verosimilmente tra il 1295 e il 1299. L'episodio raffigurato si riferisce ad un avvenimento narrato nella Legenda Maior, che costituiva la biografia ufficiale di san Francesco d'Assisi, scritta tra il 1260 ed il 1263 da san Bonaventura da Bagnoregio.
Il Santo è qui ritratto leggermente chinato verso terra, mentre
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