Jean-Pierre Rey, La Marianne de Mai 68, Francia, 1968.
Ai giorni nostri la parola “rivoluzione”, abituati come siamo a sentirla snocciolata continuamente (soprattutto nei messaggi pubblicitari che ogni giorno lanciano il prodotto in grado di rivoluzionare il nostro stile di vita,) ha perso ogni potere destabilizzante. Al massimo ci aspettiamo la rivoluzione che opererà il lancio sul mercato di uno smartphone di nuova generazione. Ma meno di cinquanta anni fa, alcuni paesi europei credettero di essere davvero a un passo da un capovolgimento radicale e del modo di vivere e delle istituzioni. Quel termine affascinò e mobilitò un’intera generazione, che visse un periodo storico senza precedenti: il Sessantotto. La Francia, in particolare, conobbe una stagione particolarmente calda, passata alla storia come il “maggio francese”, una crisi sociale e politica avviata dalla contestazione studentesca a Parigi, ma che vide una inedita compartecipazione di studenti e operai e che portò il paese di De Gaulle sull’orlo di una autentica Rivoluzione.
