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| Claude Cahun, Que me veux-tu?, 1928 |
CINDY SHERMAN, FRANCESCA WOODMAN E LE ALTRE.
L'AUTORAPPRESENTAZIONE DELLA DONNA IN FOTOGRAFIA
E’ stato necessario attendere gli anni ’80, il rinnovato interesse per il Surrealismo e per il ruolo delle donne nelle avanguardie tra le due guerre e il dibattito sui temi del gender, affinché questa artista così poliedrica – scrittrice, fotografa, attrice di teatro e saggista — venisse riscoperta. Claude Cahun, nata Lucy Renée Mathilde Schwob, è nota soprattutto per i suoi autoritratti, che sono veri e propri
portraits performés. In essi l’artista mette in scena se stessa, il proprio corpo, che incarna molteplici ruoli ricorrendo a giochi di specchi, metamorfosi e travestimenti. Nei suoi autoritratti, nei suoi fotomontaggi, nei suoi oggetti surrealisti così come nei suoi scritti, l’artista interroga le relazioni tra l’identità e l’immagine di sé, il sesso e il corpo, l’individuo e il suo doppio, esplorando le strategie di autorappresentazione.