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| Birgit Jürgenssen, Hausfrauen – Küchenschürze - Grembiule da cucina da casalinghe, 1975 |
L'AUTORAPPRESENTAZIONE DELLA DONNA IN FOTOGRAFIA
Ottiene il suo primo successo nel 1975, quando Valie Export la invita a partecipare alla mostra MAGNA-Feminismus: Kunst und Kreativität, a Vienna, dove presenta il dittico di fotografie Hausfrauen- Küchenschürze (Casalinga – Grembiule da cucina), in cui l’artista indossa letteralmente una cucina sotto forma di grembiule. La Jürgenssen attua così la sua rivolta contro "la semiotica della cucina" - per usare il titolo di una performance video diventata un classico di Martha Rosler (1975) – contestando, con umorismo sovversivo, i pregiudizi, le funzioni sociali e i modelli di comportamento a cui le donne sono soggette. Il suo dittico diventa un’icona radicale del femminismo, che demolisce – in quanto estremizza - la figura della casalinga identificata totalmente con le proprie funzioni domestiche, e che inoltre – come scrive Silvia Bottani in questo articolo (https://www.doppiozero.com/materiali/birgit-jurgenssen-io-sono) - “mantiene un sottotesto perturbante, nell’immagine del forno che evoca l’idea della donna-contenitore, il suo essere ridotta a funzione sessuale e riproduttiva.” Qui vediamo la donna non solo imprigionata dall’oggetto domestico di uso quotidiano, ma il suo corpo risulta come fuso con esso. La figura finale è una sorta di ibrido grottesco, il risultato di un processo di metamorfosi tramite il quale la donna è diventata tutt’uno con il suo ruolo di casalinga.
