L'AUTORAPPRESENTAZIONE DELLA DONNA IN FOTOGRAFIA
Ana Mendieta è stata un'artista americana di origine cubana, la cui produzione si è espressa attraverso molteplici linguaggi: performance, scultura, land art, fotografia e video. Nata nel 1948 a L'Avana in una famiglia di ceto alto, all’età di 12 anni viene mandata con la sorella negli Stati Uniti, come parte di un programma americano che, all'indomani della rivoluzione castrista, ha l’obiettivo di far espatriare i minori cubani. Dopo una prima permanenza in un campo profughi, le due ragazze cambieranno spesso residenza, passando per orfanotrofi e case famiglia, un’esperienza di sradicamento che determinerà nell’artista un profondo senso di non-appartenenza e di identità divisa.
Studia presso l’Iowa State University dove decide nel 1972 di dedicarsi alle performance. I temi del femminismo sono particolarmente forti in quel periodo e Ana Mendieta comincia a svilupparli in un modo proprio. Nello stesso anno realizza Glass on body, in cui indaga le potenzialità del proprio corpo attraverso le deformazioni ottenute schiacciandolo contro lastre di vetro. Quest’opera si colloca nella ricerca, da parte dell’artista, di riappropriarsi della propria immagine, ribadendo una totale libertà nei confronti del proprio aspetto contro le pretese che la società, e in particolare lo sguardo maschile, impone alle donne. Anche a costo di ottenere effetti disturbanti.
