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domenica 8 settembre 2019

Il ritratto dell'Umanità. The Family of Man



All’indomani di quella catastrofe che fu la Seconda Guerra Mondiale, al centro della riflessione torna ad esserci l’uomo. Sono questi gli anni in cui prende vita la fotografia cosiddetta “umanista”- quella di Eugene Smith, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau -, che vuole esplorare l’essere umano nella sua quotidianità, nei suoi modi di stare al mondo, con sguardo obiettivo, senza pose e senza artifici, cercando il comune denominatore dell’umanità.
Il manifesto della fotografia umanista è rappresentato da una mostra epocale, organizzata dal fotografo americano Edward Steichen ed inaugurata al MoMa di New York il 26 gennaio 1955. Si tratta di The Family of Man, un progetto grandioso costato tre anni di dura preparazione: 503 fotografie provenienti da 68 diversi paesi, scelte da un gruppo di collaboratori guidati dallo stesso Steichen tra circa due milioni di immagini inviate o trovate in giro per il mondo.

domenica 17 febbraio 2019

Ritratti all'epoca della Grande Depressione

Dorothea Lange, Migrant Mother, 1936.

Nel 1935, in piena Depressione, prese il via un grande progetto di fotografia sociale, quello promosso dalla Farm Secuity Administration di Roy Stryker. Alcuni fotografi, tra i quali Walker Evans, Dorothea Lange, Theodor Jung, Arthur Rothstein, Ben Shahn, John Collier, Carl Mydans, Russell Lee, sono incaricati di ritrarre l’America rurale colpita dalla crisi economica e dalle carestie, che avevano ridotto gli stati centrali, la cosiddetta corn belt - fascia del granturco, in una vera dust bow, una conca di polvere, provocando un vero e proprio esodo verso la costa: le strade statali 61 e 80 sono invase da colonne di camion, carri, uomini a piedi o con qualsiasi mezzo di fortuna in viaggio, soprattutto verso la California. L’intento della FSA non è solo documentale, ma anche propagandistico: convincere la società americana della necessità della politica di rilancio dell’agricoltura, come messa a punto dal New Deal rooseveltiano, e realizzare un ritratto eroico dell’America in tempo di crisi. L’obiettivo era mostrare come quel terzo dell’America che, come diceva Roosevelt era “mal nutrito, mal vestito e male alloggiato”, non fosse un’invenzione della propaganda ma una realtà a cui bisognava far fronte.

venerdì 15 dicembre 2017

La porta di una baracca

Dorothea Lange, Between Weedpatch and Lamont, Kern County, California. Children living in camp...Rent $2.75 plus electricity, 12 April 1940.

Dorothea Lange (1895-1965) è stata una grande fotografa documentarista americana, nota soprattutto per le sue cronache della Grande Depressione e per le fotografie di lavoratori agricoli migranti. Anche lei, come Walker Evans, lavora su commissione della Farm Security Administration (organismo federale di monitoraggio della crisi) esaminando le condizioni di vita dei lavoratori agricoli e delle loro famiglie negli Stati occidentali.
Lange fotografa i contadini che hanno abbandonato le campagne e si spostano ad ovest, a causa del Dust Bowl (tazza di polvere), il lungo periodo di siccità e tempeste di polvere e sabbia che aveva desertificato 400.000 km² di terreni agricoli negli stati del Midwest, come l'Oklahoma. Mezzadri e braccianti, con famiglia e masserizie al seguito, danno vita al più drammatico e silenzioso esodo della storia americana del XX secolo.