lunedì 22 febbraio 2016

L'uomo e la natura - Il "Libro d'ore" dei Fratelli Limbourg

Fratelli Limbourg, Très Riches Heures du Duc de Berry, I dodici mesi, 1412-16, Musée Condé di Chantilly.

Il cambiamento di rotta della pittura del XIV secolo, l’allontanamento dello sguardo dal primo piano e la sua ricerca del paesaggio, li possiamo notare anche nel lontano Nord Europa franco-fiammingo, nelle miniature dei fratelli Limbourg. Essi realizzano per il duca di Berry, nei primi anni del XV secolo, la loro opera più celebre, il "libro d’ore" noto come Les très riches heures.
Nella elegante e raffinata cornice del gotico internazionale e dell'arte cortigiana, questo codice miniato è una compilazione di brani della Scrittura e della Leggenda Aurea, introdotta da dodici pagine di calendario, una per ogni mese, con una scena naturale sovrastata dai segni zodiacali nella lunetta superiore.

Sono tutte scene caratterizzate da nitidezza e serenità, sebbene realizzate nel pieno della guerra dei Cent’anni, responsabile delle devastazioni che hanno colpito l’intero Nord della Francia.
Il registro cromatico è quello delle vetrate gotiche (viola pastello, blu di Francia, verde chiaro). I colori sono vividi e luminosi, con abbondanza di oro negli ornamenti delle vesti dei nobili e nelle decorazioni degli sfondi.
La prospettiva è molto intuitiva, lontana da quella razionale, geometrico-matematica che si andava affermando ed elaborando compiutamente in Italia.
In ogni foglio, sotto una lunetta dedicata ai segni zodiacali del mese, sono illustrati aperti e luminosi paesaggi in cui vediamo nobili occupati negli svaghi cortesi (scene per lo più riferite alla corte del committente) o contadini che eseguono le attività agricole stagionali, mentre in lontananza svettano le guglie di una residenza o di un castello del duca di Berry.
Questi paesaggi hanno una dilatazione spaziale mai vista prima, grazie anche all'uso di linee di forza diagonali e di delicate sfumature atmosferiche di profondità. Le singole scene, inoltre, non sono più rappresentate isolate nella loro specificità, ma concorrono nel formare nella pagina una scena più ampia, che ricrei una visione il più possibile globale e una narrazione coerente e realistica.
Le figure sono trattate diversamente a seconda che si tratti di aristocratici o di contadini: le prime risultano elegantemente allungate e tese in pose di idealizzazione cortese, mentre le seconde si mostrano più vivaci, libere e variamente disposte, talvolta a creare dei quadretti di genere. L'approccio diversificato rivela il duplice gusto, naturalistico e spontaneo per i soggetti popolari e formalmente composto per quelli elevati, tipico del gotico internazionale. Pur in un'atmosfera fiabesca e idealizzata, propria del mondo cortese, le attitudini dei personaggi e l'accuratezza nei dettagli denotano una chiara volontà di raffigurare la realtà nei suoi vari aspetti.
I paesaggi sono molto più che semplici sfondi alle attività umane raffigurate; sono protagonisti a tutti gli effetti e rivelano l'importanza che la natura ha ormai acquistato nella cultura del Quattrocento. Essi sono inoltre dei paesaggi sereni e ordinati, che mostrano una natura domata e modificata dalla mano dell'uomo.
La visione è puramente laica: manca qui infatti ogni riferimento alla religione e gli elementi rappresentati non nascondono alcun riferimento simbolico.
A causa della prematura morte di uno dei tre fratelli Limbourg e del duca di Berry, il libro rimase incompleto. Fu terminato circa settant'anni dopo da Jean Colombe di Bourges.
Vediamo ora le dodici miniature, una per volta.


Gennaio
Siamo alla ricca mensa del duca, splendidamente addobbata e riccamente rifornita, sulla quale due piccoli cani vagano liberamente. Il nobile nella preziosa veste blu damascata seduto a destra è il Duca di Berry.
All'estrema destra della tavola è raffigurata una grande saliera in oro a forma di nave, menzionata negli inventari di corte come “le salière du pavillon”. Intorno al banchetto, numerosi nobili commensali dalle ricche vesti.
Immancabile il castello sullo sfondo, raffigurato su un ampio arazzo che domina tutta la parete di fondo

Febbraio
Qui siamo invece nella campagna innevata. Sono raffigurate delle scene di vita contadina. All'interno della capanna in legno sulla sinistra, due popolani, un uomo e una donna, si riscaldano molto impudicamente al fuoco di un camino. Anche l'altra donna seduta al loro fianco tiene sollevata la veste scoprendo le parte delle gambe. La "volgarità" della situazione sottolinea la lontananza dal mondo elegante e raffinato della corte.


Marzo
Anche qui scene di vita contadina e pastorale. Esse illustrano le attività tipiche del mese: l'aratura, in primo piano, la potatura e la concimazione delle viti, la semina dei cereali.
Sullo sfondo, lo Château de Lusignan, una delle residenze del duca di Berry, sulla cui torre di destra vola un dragone dorato.















Aprile





La primavera, tempo di rifioritura, è anche la stagione degli amori. Qui è rappresentata una scena di fidanzamento, con un gruppo di aristocratici tra i quali si riconosce una coppia intenta a scambiarsi gli anelli. 
Il castello sullo sfondo è lo Château de Dourdan.




















Maggio
In Maggio vediamo un corteo di giovani nobili a cavallo, che indossano corone di foglie e fiori e sono accompagnati dagli araldi. Oltre il bosco, si staglia un profilo di Parigi con l'antico Palais de la Cité, che fu sino al 1417 la dimora reale di Parigi, sede dell'amministrazione giudiziaria e finanziaria.


Giugno

Per il mese di Giugno è raffigurata la fienagione, attività tipica del mese, che alcuni contadini svolgono in una vasta prateria sulla riva destra della Senna. Gli uomini falciano il fieno mentre le due donne in basso lo rastrellano e lo accumulano in mucchi regolari. Si noti come, pur conservando la ruvidezza e la schiettezza propria dei soggetti, con il gotico internazionale si inizi a restituire ai contadini parte della loro dignità, che era andata via via perdendosi attraverso gli anni. Non sono più raffigurati come animali, ma con una certa, per quanto rustica, dignità.
Come nella precedente miniatura si scorge sullo sfondo una veduta di Parigi, questa volta inquadrante l'Hôtel de Nesle, residenza parigina del duca di Berry. A destra è inoltre visibile la Sainte-Chapelle.











Luglio

Il mese di Luglio presenta le scene della tosatura delle pecore e della mietitura del grano, sullo sfondo dello Château de Clain, vicino Poitiers.
Da notare il grande realismo con cui sono raffigurati gli energici gesti dell'uomo che compie la tosatura.




















Agosto
Nella miniatura di Agosto è rappresentato il tema della falconeria. Un gruppo di nobili e di dame a cavallo sono in partenza per una battuta di caccia.
La postura e le espressioni dei personaggi a cavallo, pur mantenendo una certa rigidità propria della loro condizione aristocratica, sono molteplici e caratteristiche: la prima dama da destra, si regge timorosa al suo compagno, un'altra dama stende disinvoltamente le redini, una coppia dialoga amabilmente. Ma ancor più libero e spontaneo si rivela l'atteggiamento del modesto falconiere in testa al corteo, che si volta verso il primo cavaliere in attesa di ricevere ordini. Elaborati dettagli del virtuosismo grafico dei Limbourg si possono ravvisare nelle bardature dei cavalli e nelle rifiniture dei sontuosi abiti dei nobili. Attorno al corteo, corrono alcuni cani addestrati nell'uccidere e riportare la cacciagione.
L'accurata modellazione dei corpi dei cavalli e dei cani è il frutto di un approccio già diverso alla natura, un metodo che cerca il realismo non solo nella raffigurazione della figura umana ma anche in quella degli animali. Studi approfonditi sull'anatomia animale erano stati compiuti prima di allora già nelle miniature di artisti lombardi tra cui Giovannino de' Grassi, dalle quali i Limbourg presero sicuramente spunto.
Sullo sfondo abbiamo una veduta dello Château d'Étampes.



Settembre

Il mese di Settembre mostra la vendemmia. I contadini colgono l'uva e la depositano nelle grandi gerle sul carretto. Anche qui la rappresentazione è movimentata da gustose scenette di genere, come la donna incinta che si sistema la cuffia sul capo, il contadino che mangia il grappolo d'uva o l'altro che, curvo sul campo, espone alla sguardo il posteriore.
La scena è sovrastata dallo Château de Saumur.
















Ottobre

Nella miniatura di Ottobre si vede la semina dei campi in primo piano, sullo sfondo del gigantesco Louvre
E' questa una delle miniature più famose della serie per l'impressionante spazialità data dalla mole del castello in alto, ma anche per la precisa documentazione del lavoro nei campi.



















Novembre

Nel mese di Novembre è rappresentata la scena della raccolta delle ghiande e dei maiali che se ne cibano. 
E' forse la miniatura più cupa e meno aperta della serie, per via del boschetto fitto che occupa oltre metà della superficie.
Questa è una delle poche miniature senza un castello riconoscibile sullo sfondo. Qui si intravedono appena due torri di una costruzione.

Dicembre

Dicembre mostra la caccia del cinghiale selvatico con i cani. Qui il bosco è ormai tutto ingiallito e per buona parte spoglio. Sullo sfondo si vedono i torrioni del Castello di Vincennes.

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