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| André Kertész, La Fourchette, 1928. |
Una forchetta e un piatto si trasformano, in una celebre fotografia di André Kertész, da elementi semplici e insignificanti della vita quotidiana in una nuova realtà: un’immagine essenziale quanto raffinata, un'esperienza misteriosa, una poesia formale, grazie soprattutto all’uso dell’ombra, che conferisce all’oggetto un aspetto diverso, inconsueto.
Un’immagine che trasmette anche una sensazione di malinconia, forse perché ci fa percepire, con sorpresa, quante possibili forme si nascondono dietro l’apparenza comune delle cose. D’altra parte Susan Sontag definiva la fotografia di Kertész 'a wing of pathos', capace certamente non solo di straordinarie composizioni formali, ma anche di elevare dettagli apparentemente banali in poesia meditativa.


