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sabato 7 aprile 2018

L'ombra esce dall'ombra. L'errore rivalutato.

Imogen Cunningham, Autoritratto in Mother Lode, 1957.

Nel 1929 Werner Gräff pubblicò il libro Es kommt der neue Fotograf! (Ecco il nuovo Fotografo!), in cui veniva presa di mira l'ortodossia dei manuali fotografici del tempo. In particolare l'autore esortava a considerare in modo nuovo quelli che generalmente erano visti (e condannati) come meri difetti operativi ed errori da fotoamatore: flou, oscillazioni, décadrage, deformazioni, sovrapposizioni, riflessi, ombre portate. Anzi, proprio questi motivi venivano presentati “come le più audaci proposte della nuova fotografia” (C. Chéroux, L'errore fotografico, Einaudi 2009, p. 61).
Il libro, d'altra parte, usciva nel pieno clima sovversivo animato dalle avanguardie, che avevano rovesciato le norme estetiche valide fino agli inizi del XX secolo.

sabato 22 aprile 2017

Lo specchio come "varco". I quadri specchianti di Michelangelo Pistoletto


Michelangelo Pistoletto, Cage (Gabbia), serigrafia su acciaio inox lucidato a specchio, 1973, Collezione dell’artista, Biella .

L’arte tradizionale si fondava sull’assunto della presenza/assenza di un fruitore passivo, non direttamente coinvolto nel processo artistico, che si limitava ad esperire visivamente l'opera, interpretando il messaggio dell'artista. A partire dalle avanguardie del primo Novecento, tuttavia, il mondo dell’arte vive una radicale riconfigurazione, che comprende prima di tutto la ricerca di una maggiore consapevolezza e coinvolgimento dello spettatore. L'impiego di nuove tecniche - collage, assemblage, readymade, happening, performance - stravolgerà il concetto di arte basata sull'estetica dell’opera come oggetto fisico e compiuto, sul distacco tra arte e vita, sulla separazione dei generi, sulla distinzione tra creazione ed esposizione e tra autore e spettatore.