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venerdì 8 febbraio 2019

Corpi in movimento

Muybridge

L’Ottocento borghese trova espressione nell’ideologia positivista, il cui credo consiste nella convinzione che i fatti osservabili e quantificabili avrebbero prima o poi portato a una conoscenza globale della natura e della società, al fine di controllarle entrambe. A questo scopo, la scienza scopriva un valido alleato nella fotografia, grazie alla capacità di quest’ultima di riprodurre fedelmente la realtà e di permettere di osservarla e di quantificarla meglio di quanto potesse fare l’occhio umano, e di pervenire così alla verità di dati oggettivi. La fotografia, intesa come documento inconfutabile, sembrava incarnare i principi dell’episteme positivista; con la sua vocazione realistica, avrebbe offerto un fondamentale sostegno all’impegno empirico della scienza, nell’obiettivo di portare luce su tutti i fenomeni osservabili.

mercoledì 9 dicembre 2015

Animali in Fotografia - Il cavallo al galoppo di Muybridge

Eadweard Muybridge, Cavallo al galoppo – 1878
Dopo il 1870, alcune innovazioni tecniche in campo fotografico, che riducevano i tempi di esposizione a minime frazioni di secondo, e l'invenzione di lastre alla gelatina molto più sensibili, rendevano possibile cogliere dettagli di un corpo in movimento che l'occhio umano non poteva percepire; una serie di scatti dello stesso soggetto in moto, presi a breve distanza l’uno dall’altro, dava l’impressione del movimento, soprattutto se le immagini venivano presentate in rapida successione.