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| Muybridge |
L’Ottocento borghese trova espressione nell’ideologia positivista, il cui credo consiste nella convinzione che i fatti osservabili e quantificabili avrebbero prima o poi portato a una conoscenza globale della natura e della società, al fine di controllarle entrambe. A questo scopo, la scienza scopriva un valido alleato nella fotografia, grazie alla capacità di quest’ultima di riprodurre fedelmente la realtà e di permettere di osservarla e di quantificarla meglio di quanto potesse fare l’occhio umano, e di pervenire così alla verità di dati oggettivi. La fotografia, intesa come documento inconfutabile, sembrava incarnare i principi dell’episteme positivista; con la sua vocazione realistica, avrebbe offerto un fondamentale sostegno all’impegno empirico della scienza, nell’obiettivo di portare luce su tutti i fenomeni osservabili.
