martedì 18 novembre 2025
In principio era il filtro. La discriminazione a fondamento dell’intelligenza artificiale
domenica 15 ottobre 2023
Il tradimento delle immagini
Un concetto assodato sulla natura delle immagini è la loro ineludibile polisemia, cioè la loro capacità di significare in modo molteplice e ambivalente. L'immagine non coincide con l'oggetto rappresentato; anzi, con esso intrattiene un rapporto problematico, fatto di continue negoziazioni del rimando e del senso. Le immagini sono in potenza una sorgente inesauribile di significato. Nessuna descrizione verbale è in grado di contenerne la valenza, o quanto meno di esaurirla una volta per tutte.
venerdì 13 novembre 2020
Refik Anadol. Le nuove frontiere del visibile per un nuovo sentimento del sublime
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| Refik Anadol, Melting Memories, 2018 |
I data come 'materia' per fare arte
C'è chi fa arte scolpendo il marmo o il legno, chi utilizza colori e pennelli, mentre l'arte del Novecento ci ha abituato all'utilizzo dei materiali più disparati. Ma, siccome l'arte va di pari passo con la tecnologia (si pensi cosa significò, ad esempio, l'invenzione della fotografia e del cinematografo) nessuna meraviglia se oggi c'è chi fa arte utilizzando una materia del tutto immateriale e impalpabile come i database. E come l'invenzione delle immagini meccaniche non determinò la morte dell'arte, ma anzi significò un potenziamento delle possibilità di espressione artistica e di visione, così possiamo essere sufficientemente convinti che anche queste nuove tecnologie stiano andando nella stessa direzione, conducendoci verso linguaggi nuovi, a volte sconvolgenti e lontani dal concetto di opera d’arte intesa in senso tradizionale. Già la fotografia e il cinema, e relative propaggini, ci hanno nel tempo reso avvezzi all'idea di poter fare arte con l'aiuto di tecnologie sempre più sofisticate, che riservano alle macchine un ruolo sempre più consistente. Probabilmente lo scoglio più grande da superare rispetto all'utilizzo dell'intelligenza artificiale è la comune percezione della parte preponderante ed autonoma esercitata dagli algoritmi nella creazione di immagini, mentre il ruolo dell'artista si limiterebbe alla programmazione, cioè alla implementazione di codici astratti e numerici.
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