Albrecht Dürer, Leprotto, 1502.
Si, avete visto bene: è un leprotto. Vi starete chiedendo cosa c'entra una lepre con porte e finestre. Eppure, se ingrandite l'immagine e guardate nell'occhio di questa bestiola, vedrete raffigurata una finestrella luminosa.
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mercoledì 27 luglio 2016
giovedì 7 luglio 2016
L'uomo e la natura - Altdorfer e la nascita del genere paesaggio
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| Albrecht Altdorfer, Paesaggio danubiano, 1520-25 ca., Alte Pinakothek, Monaco |
Nella pittura del Rinascimento il protagonista della scena è sempre l'uomo. Molto spesso viene rappresentato immerso in un paesaggio, di cui però rimane figura centrale e «misura di tutte le cose».
Verso la fine del Cinquecento si rompe l’unità «umanistica» rinascimentale e il centralismo antropologico che la caratterizzava; contemporaneamente la figura umana comincia a scomparire dalle tele e nello stesso tempo si affermano come autonomi diversi generi pittorici che hanno come protagonisti dei soggetti diversi dalla storia umana, come il paesaggio e la natura morta. L'attenzione si sposta, insomma, dall'uomo alle cose inanimate, che diventano così specchio della condizione dell'artista, proiezione del suo mondo interiore.
Importante è senza dubbio, in questo processo, l'influenza degli autori fiamminghi cinquecenteschi, maestri nella riproduzione fedele e particolareggiata dei luoghi e degli oggetti.
Per cercare la sorgente del paesaggio «puro» bisogna andare in Germania, patria di quel grande Albrecht Dürer che tanta attenzione aveva dimostrato nei confronti della natura.
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