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sabato 2 giugno 2018

Ombre nelle strade delle metropoli: Lee Friedlander

Lee Friedlander, New York City, 1966.

Un fotografo che ha fatto dell’ombra portata quasi un marchio di stile è l’americano Lee Friedlander, le cui complesse strategie formali di visione hanno trasformato la nostra comprensione visiva della cultura americana contemporanea. Friedlander rivolge la sua attenzione al quotidiano, all’ordinario, fotografando anche i dettagli più anonimi della vita di tutti i giorni. Come Walker Evans e Robert Frank prima di lui, egli sonda quello che chiama "il paesaggio sociale americano", vagando per le strade cittadine e scattando fotografie, selezionando dal caos urbano dei frammenti che addensa e ricompone insieme in un’architettura sorprendentemente complessa.

venerdì 8 dicembre 2017

Piccoli schermi luminosi

Lee Friedlander, Philadelphia, 1961.

Nel febbraio del 1963, Harper’s Bazaar pubblicò, su quattro pagine, un lavoro fotografico di Lee Friedlander, dal titolo The Little Screens, accompagnato da una presentazione di Walker Evans. Si trattava di sei fotografie in bianco e nero che riproducevano schermi televisivi ospitati in stanze di motel o in anonimi soggiorni domestici sparsi per l’America dei primi anni '60, gli anni in cui la televisione aveva ormai assunto un posto centrale all'interno della famiglia americana, assurgendo al ruolo di nuovo simbolo della vita contemporanea e di emblema del potere dirompente dei mezzi di comunicazione di massa.
Tra il 1963 e il 1969 la serie è cresciuta, ma non è stata riunita per intero fino alla mostra del 2001 alla Fraenkel Gallery di San Francisco, che ha pubblicato anche il libro, avente per titolo l’originario The Little Screens, comprendente 34 immagini scattate tra il 1961 e il 1970, accompagnate da un saggio di Saul Anton.