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| Hippolyte Bayard, Autoportrait en noyé, 18 ottobre 1840. |
Quello di Hippolyte Bayard non è il primo autoritratto della storia (sembra che questo primato appartenga all’americano Robert Cornelius), ma la fotografia Autoportrait en noyé (di cui esistono più varianti) è celebre per altre caratteristiche, che ne fanno comunque un oggetto pionieristico. Utilizzando la poco elegante terminologia dei nostri giorni, possiamo affermare che questa immagine costituisce la prima bufala fotografica della storia. Ma, forse è più corretto affermare che si tratta della prima finzione fotografica o, per dirla in altri termini, del primo esempio di staged photography. Questa tecnica di produzione di immagini di recente invenzione - che di lì a qualche anno Baudelaire sottoporrà a condanna feroce in quanto mera riproduzione meccanica della realtà, lontana dalle forme artistiche più autentiche, come la pittura e la rappresentazione teatrale - viene in tal caso indirizzata verso uno scopo comunicativo e manipolativo attraverso una vera e propria messa in scena, contraddicendo la supposta netta distinzione tra realtà e finzione proprio attraverso un mezzo ritenuto connesso indissolubilmente alla riproduzione del reale e del vero.
