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giovedì 16 luglio 2020

NOMADELFIA, di Enrico Genovesi

Enrico Genovesi, da Nomadelfia.

Chi di noi, almeno per un giorno, non ha sognato di cambiare vita? Di trovarsi in un mondo nuovo, regolato da rapporti umani diversi; un mondo lontano dal nostro, così contratto dall’ansia del guadagno e del consumo, dove ci è estraneo persino il vicino che abita a due metri di distanza, al di là di una parete tanto sottile quanto impenetrabile?
Ebbene, un mondo così esiste. Ed è qui in Italia, nelle campagne di Grosseto. Si chiama Nomadelfia, un nome composto da Nòmos e Adelphìa e che significa 'la Legge della Fraternità'. Si tratta di una comunità evangelica fondata nel 1948 da un sacerdote, Don Zeno, per accogliere gli orfani e i bambini abbandonati, così numerosi all’indomani della guerra. E a quel tempo si scelse di insediarsi nel luogo che era stato un cupo teatro dell’orrore, il più lontano da ogni Adelphìa: il campo di Concentramento di Fossoli.