![]() |
| Enrico Genovesi, da Nomadelfia. |
Chi di noi, almeno per un giorno, non ha sognato di cambiare vita? Di trovarsi in un mondo nuovo, regolato da rapporti umani diversi; un mondo lontano dal nostro, così contratto dall’ansia del guadagno e del consumo, dove ci è estraneo persino il vicino che abita a due metri di distanza, al di là di una parete tanto sottile quanto impenetrabile?
Ebbene, un mondo così esiste. Ed è qui in Italia, nelle campagne di Grosseto. Si chiama Nomadelfia, un nome composto da Nòmos e Adelphìa e che significa 'la Legge della Fraternità'. Si tratta di una comunità evangelica fondata nel 1948 da un sacerdote, Don Zeno, per accogliere gli orfani e i bambini abbandonati, così numerosi all’indomani della guerra. E a quel tempo si scelse di insediarsi nel luogo che era stato un cupo teatro dell’orrore, il più lontano da ogni Adelphìa: il campo di Concentramento di Fossoli.
