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domenica 11 febbraio 2024

L'esperienza del sublime nell'epoca della generazione algoritmica delle immagini

  

Immagine generata da Dall-E 3 usando come prompt un brano di Kant della Critica del giudizio, che descrive il sublime.

La concezione moderna del sublime è l'apice dell'affermazione del primato del Soggetto.  Edmund Burke concepiva il sublime come un'esperienza corporea e spirituale di orrore mitigata dal senso di sicurezza. Il sublime è ciò che accade quando la spinta all’autoconservazione si scontra con la paura che deriva dall’incontro con qualcosa di potente, confuso e minaccioso, con l'irrazionale e incommensurabile e questo terrore viene mitigato attraverso il sentimento di sicurezza fisica del soggetto che contempla quella manifestazione potenzialmente distruttiva.

mercoledì 27 luglio 2016

Porte e finestre - Una finestra sul chiaro di luna

Johann Heinrich Füssli – Signora alla finestra al chiaro di luna, 1800-1810, Frankfurt a.M., Goethe-Museum.


Johann Heinrich Füssli fu un letterato e pittore svizzero, ma naturalizzato inglese. Fu precursore del Romanticismo, che prese l'avvio in Germania alla fine del XVIII secolo, sulla scia dello Sturm und Drang, il movimento letterario di Goethe e Schiller, attivo fra il 1765 e il 1785, sorto in opposizione al razionalismo illuministico allora imperante. Come i Neoclassici egli studia e ammira l'arte greca e romana, ma non per i suoi caratteri di equilibrata armonia, semmai per gli aspetti di eroismo drammatico e sovrumano. Nella sua opera l’estetica del sublime trova una delle sue più intense espressioni, e ad essa si rifaranno i maggiori pittori del Romanticismo.
L'idea di "sublime" aveva conosciuto la sua prima definizione teorica nel saggio del 1756 di E. Burke, "Inchiesta sul Bello e il Sublime", in cui l'autore considerava il bello e il sublime tra loro opposti. Il sublime non nasce dal piacere della misura, dell'ordine e della forma bella dell'oggetto, ma ha la sua origine nei sentimenti di terrore, di sgomento, di smarrimento suscitati dalla dismisura, da “tutto ciò che è terribile o riguarda cose terribili” (per es. il vuoto, l’oscurità, la solitudine, il silenzio, l'infinito ecc.).