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| Antoine d'Agata, Virus, 2020 |
Tanti progetti fotografici hanno preso vita durante il periodo dell’emergenza Covid-19, al fine di raccontarlo, di descriverlo, di realizzare documenti e narrare storie. Tutti si sono trovati, chi più chi meno, a porsi la stessa domanda: come mostrare, come rendere visibile il nemico contro cui l’intera umanità stava combattendo la propria battaglia se quel nemico restava invisibile agli occhi umani, talmente minuscolo da introdursi subdolamente nei corpi e colonizzarli, come uno spietato invasore?
E’ stata questa la prima sfida che si è presentata davanti a chiunque si sia posto l’obiettivo di mostrare per immagini cosa stava succedendo: il fronte non era un territorio di confine, né un quartiere strategico. Il campo di battaglia non era uno spazio da conquistare o difendere armi in pugno, ma era lo stesso corpo umano, con la sua fragilità, esposto al contagio di un agente invisibile, che non conosce confini.

