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| Andrea Taschin, Ombre Sospese, 2020 |
Tra i tanti progetti fotografici realizzati nei mesi di lockdown, uno in particolare ha attratto la mia attenzione, per la sua solidità concettuale, per la sua essenzialità e nello stesso tempo efficacia visiva (e perché tratta del tema dell’ombra, uno dei miei interessi da anni) .
Si tratta di Ombre sospese, di Andrea Taschin.
(A questo link il suo sito: qui)
Di seguito, invece, le mie riflessioni su Ombre Sospese.
L'ombra è un'immagine in negativo di noi, o meglio del nostro corpo che, in quanto formato di massa opaca, è in grado di assorbire la luce. È attaccata ai nostri piedi dalla nascita e ci segue o ci precede senza che ci si possa sbarazzare di lei. E se ciò accade, se la nostra ombra si stacca da noi come nelle favole, allora potrebbe diventare il nostro doppio (Doppelgänger), l’alter ego che ci perseguita, come avviene nella fiaba di Andersen intitolata, appunto, L'ombra, oppure trasformarsi in un folletto dispettoso e riottoso come quella smarrita da Peter Pan.
