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| Paul Strand, Wall Street, 1915, Philadelphia Museum of Art e Whitney Museum of American Art. |
Agli inizi della carriera, per un breve periodo, Paul Strand aderì al movimento pittorialista, che proponeva una fotografia artefatta, realizzata in studio con scenografie e comparse e manipolata pesantemente in post produzione al fine di sembrare un dipinto.
Sotto l’influsso di Hine e Stieglitz, tuttavia, se ne distaccò ben presto per sposare una fotografia “straight”, diretta, pura. Se i pittorialisti utilizzano il medium come strumento di costruzione simbolica, che ha come modello il quadro e la tecnica pittorica, un certo numero di fotografi, agli inizi del secondo decennio del Novecento, vedono le potenzialità artistiche di questo medium nelle peculiarità del mezzo tecnico di rappresentazione della realtà. Nasce così la fotografia straight (diretta), che rifiuta ogni forma di manipolazione che costringe l’immagine tecnicamente riprodotta ad emulare la pittura. La fotografia, pertanto, non viene più considerata come il mezzo per ottenere una rappresentazione simil-pittorica del soggetto ripreso, ma uno strumento che, per il suo approccio meccanico, è in grado di catturare la realtà del soggetto.
