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| Mino Ceretti, Uomo allo specchio rotto (1956) |
Di un mondo in sfacelo parla anche la pittura di Mino Ceretti.
Abbiamo visto finora specchi infedeli che riflettono secondo leggi contrarie alla fisica, specchi che moltiplicano l'immagine all'infinito, specchi che la distorcono. Qui vediamo invece uno specchio rotto, che riflette un uomo a pezzi. Il ritratto, la storica rappresentazione del sé, si rifrange in una moltitudine di frammenti.
Anche nel quadro di Bacon l'immagine era a pezzi, ma qui c'è un elemento in più: è lo stesso specchio che è distrutto. Forse qui l'autore vuole andare oltre la rappresentazione della condizione esistenziale dell'uomo contemporaneo, che non riesce più a trovare un significato unitario di se stesso. Qui forse il pittore vuole dirci anche qualcosa a proposito della capacità della pittura, e dell'arte in genere, di riuscire a dare una rappresentazione più o meno unitaria e coerente della realtà umana.
