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| Robert Frank, Canal Srteet, New Orleans, 1955 |
Come ricordare Robert Frank, uno degli sguardi più profondi e poetici del Novecento, colui che ha cambiato radicalmente la fotografia, lo spartiacque dopo il quale non si è più guardato al mondo come prima?
Con una di quelle sintesi che hanno lo stato di grazia, Roberta Valtorta scrive: “Sfugge nel modo più assoluto alla nozione classica di reportage l'opera di Robert Frank, il suo linguaggio ruvido e disadorno, fragile come la società che indaga, uomini e luoghi di una quotidianità anche macchiata di vuoti, di grigi, anche ripetitiva, insignificante, sgravata dalla necessità di "momenti decisivi" e dall'obbligo di un trionfale, smagliante racconto, nel dubbio anzi che vi sia possibilità di raccontare.” (La fotografia dei luoghi come fotografia).
