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| Franco Vaccari, “Omaggio all’Ariosto. Esposizione in tempo reale n.8”, 1974. |
“Ero stato invitato nel 1974 a partecipare ad una mostra dedicata all’Ariosto, al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Così ho deciso di ripercorrere il tragitto che si dice lui avesse fatto a piedi, da Carpi a Ferrara, in ciabatte, distratto, come tutti pensano che siano i poeti. Io l’ho fatto in macchina, e invece delle ciabatte avevo gli zoccoloni d’ordinanza. Prendevo le cartoline dei paesi che attraversavo, fra un paese e l’altro facevo le Polaroid, le incollavo sulle cartoline, le timbravo, le spedivo al Palazzo dei Diamanti. Mi interessava l’interazione fra la foto Polaroid, che diventava il documento irripetibile del viaggio, e le immagini immutabili delle cartoline. Un’interazione fra il persistente e l’occasionale”.
Questo è il modo con cui l'artista e teorico Franco Vaccari descrive uno dei propri “Viaggi minimi”, “Omaggio all’Ariosto. Esposizione in tempo reale n.8” (1974).

