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| Ezio Sanapo, Il canneto, 2013. |
La rappresentazione della natura è diventata lo schermo sul quale l’uomo ha proiettato le proprie passioni, la propria visione del senso della vita e del suo stare al mondo.
Ezio Sanapo è nato e cresciuto in un piccolo paese dell’entroterra salentino, Supersano. Se si guarda la cartina geografica, si scopre che è proprio al centro della penisola protesa tra l’Adriatico e lo Ionio. Uliveti a perdita d’occhio; interminabile pianura appena increspata dai dolci rilievi della Serra. Dalla sua cima, nelle giornate limpide, si possono vedere il mare e le montagne dell’Albania. La terra dei campi è rossa. Bassi muretti di pietre a secco segnano i confini, grondanti delle pale carnose dei fichi d’india. Ogni tanto si apre una piccola ferita, un breve fossato cosparso di canne dai verdi piumacchi. Non ci sono fiumi e corsi d'acqua in Salento. Le sorgenti sono racchiuse tutte nelle viscere della terra e non fuoriescono all'esterno. Scorrono nel sottosuolo, profonde e inquiete come i sogni ricorrenti, corrosive come i sensi di colpa.

