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lunedì 20 marzo 2017

L'uomo e la natura - La natura sensuale di Edward Weston

Edward Weston, Two Shells, 1927.

“E allora credo che ci si debba avvicinare alla fotografia per altre vie, che si dovrebbe usare la macchina fotografica per registrare la vita, per rendere la vera sostanza e quintessenza della cosa stessa, sia essa ferro lucente o carne palpitante.”
Edward Weston, Daybooks vol. 1

Edward Weston comincia a fotografare giovanissimo. Nel 1911 apre il suo primo studio fotografico a Tropico, in California, realizzando soprattutto ritratti in stile pittorialista, uno stile seguìto da molti fotografi che, come ricordò lui stesso, “credevano che la fotografia fosse una nuova forma di pittura”. Nel 1922 visita l’acciaieria Armco a Middletown, Ohio, e scatta una serie di fotografie che cambiano radicalmente la sua carriera: abbandona lo stile pittorialista e inizia a sperimentare una fotografia più definita, concentrata sulle forme di oggetti e di elementi organici. Abbraccia così la «straight photography», la fotografia diretta, senza vezzi o interventi manieristici, che altri snobbavano perché la ritenevano solo un’operazione meccanica, non un’arte. Una fotografia dove il reale non viene più contraffatto da filtri e virtuosismi sofisticanti, ma catturato e riproposto nel suo massimo grado di veridicità. «La fotocamera deve servire a registrare la vita, a rendere la sostanza stessa e la quintessenza della cosa in sé. Sono profondamente convinto che l’unica via per accostarsi alla fotografia passi attraverso il realismo», scrive in un saggio che è la summa del suo programma.