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domenica 7 luglio 2019

La fotografia surrealista e l’estetica dell' "informe"

Bill Brandt

Per i sostenitori del Surrealismo, la percezione della realtà non è altro che una costruzione della mente e dei suoi meccanismi. Magritte afferma che noi vediamo il mondo come al di fuori di noi anche se è solo d’una rappresentazione mentale di esso che facciamo esperienza dentro di noi. In questo contesto, il corpo umano, in quanto frontiera tra il reale e la vita interiore, diventa il laboratorio espressivo ideale nel quale realizzare la messa in scacco delle convenzioni percettive e rappresentative ereditate dalla tradizione. Per questo motivo, il corpo femminile, soggetto principe dei surrealisti, è un corpo improntato al disordine, alla dismisura, all’anormalità, a quella nozione di “bellezza convulsiva”, teorizzata da Breton, o a quella dell’ “informe”, elaborata da Bataille. Entrambi questi concetti esprimono la volontà di andare oltre la rappresentazione del corpo naturale, di mostrarlo nella sua alterità.

sabato 22 aprile 2017

Specchi - La dilatazione dello spazio in fotografia

Brassaï, Chez Suzy, Rue Gregoire-De-Tours Dans Le Quartier Saint Germain

Gyula Halász (pseudonimo Brassaï, 1899 – 1984) è stato un fotografo, scrittore e regista francese di origine ungherese. Dal 1924 risiede a Parigi e nei suoi vagabondaggi notturni, spesso in compagnia dello scrittore e amico Henry Miller, egli scopre e fotografa una città affollata di nottambuli: amanti, prostitute, lavoratori, clochards, malavitosi, nella penombra dei vicoli illuminati da un lampione, all’interno dei bistrot o delle case d’oppio, fin dentro alla vita segreta delle case di tolleranza. Nel 1932 pubblica la raccolta intitolata Paris de nuit che riscuote grande successo e gli vale l’appellativo di “l’oeil de Paris”.
L’aspetto più singolare delle foto di interni di Brassaï è l’uso molto frequente di specchi per espandere la scena descritta. Usando gli specchi inoltre, egli offre una diversa percezione della scena stessa.